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TERESA MATTEI

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2026, 12:56

Progetto senza titolo(7)

Teresa Mattei, fervente comunista, spese la vita in difesa della Costituzione fin dalla sua elaborazione. 
Parlare di lei significa innanzi tutto parlare del suo impegno, durato tutta una vita, mirato a promuovere i diritti delle donne e dei bambini e sempre in difesa della pace. Grande è stata la sua cura anche nel promuovere i valori della nostra Costituzione. 

L'impegno di teresa Mattei nasce ufficialmente il 25 giugno 1946 quando, a soli 25 anni, varca la soglia di Palazzo Montecitorio. Fu la più giovane deputata eletta all'Assemblea Costituente e il suo impegno non conoscerà soste fino al termine della sua vita e cioè fino al 12 marzo del 2013.

Uguaglianza e diritti: l’impegno costituente di Teresa Mattei

In prima fila nella lotta per la parità fra uomini e donne e per l'accesso delle donne alla magistratura, ottiene che venga aggiunto all'articolo 3 della Costituzione «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

È uno degli articoli più significativi e importanti della nostra Costituzione ed ecco le parole pronunciate da Teresa Mattei all'Assemblea Costituente:

"Vorrei sottolineare a questa Assemblea qualcosa di nuovo che sta accadendo nel nostro Paese. Non a caso, fra le più solenni dichiarazioni che rientrano nei 7 articoli di queste disposizioni generali, accanto alla formula che delinea il volto nuovo, fatto di democrazia, di lavoro, di progresso sociale, della nostra Repubblica, trova posto, nell'articolo 7, la non meno solenne e necessaria affermazione della completa uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di condizioni sociali, di opinioni religiose e politiche. 

Questo basterebbe, onorevoli colleghi, a dare un preminente carattere antifascista a tutta la nostra Costituzione, perché proprio in queste fondamentali cose il fascismo ha tradito l'Italia, togliendole  il suo carattere di Paese del lavoro e dei lavoratori, togliendo ai lavoratori le loro libertà,  opprimendo ogni possibilità della persona umana di veder rispettate le proprie libertà, la propria dignità e togliendo la possibilità  alle donne italiane di contribuire fattivamente alla costituzione di una società migliore, sulla strada della giustizia sociale. Noi salutiamo quindi con speranza e con fiducia la figura di donna che nasce dalla solenne affermazione costituzionale.”

Negli anni successivi la sua attività in Parlamento fu dedicata alla tutela del lavoro minorile e al il riconoscimento dei diritti delle donne lavoratrici. Oltre al sostegno  del diritto delle donne ad entrare in magistratura, si batté affinché le condizioni di lavoro assicurassero alla madre e al figlio una adeguata protezione e rivendicò per le donne “non solo il diritto ma il dovere di lavorare”. Nel 1947 fondò con, Maria Agamben Federici, l’Ente per la tutela morale del fanciullo.

 


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