Il cristallo e la medicina

Ultima modifica 30 ottobre 2020

Fin dalla sua scoperta, la peculiare natura del vetro ha ispirato gli scienziati e i filosofi dell'antichità a interrogarsi sulla sua meravigliosa natura e sulle sue analogie con altri prodotti minerali come il cristallo di rocca.
Per molti secoli infatti a partire dallo stesso Aristotele il vetro venne considerato un prodotto naturale, simile a un metallo soprattutto in ragione della sua fusibilità, alla base del quale c'era un'esalazione d'acqua.
Il cristallo di rocca o quarzo ialino è la varietà di quarzo più diffusa sulla terra e per le sue formazioni appunto cristalline si presenta come progenitore del vetro e del moderno cristallo.
Santa Ildegarda affermava che il cristallo è il cuore congelato dell'acqua che nemmeno i raggi solari riescono a sciogliere: usava l'acqua dove era stato in immersione il minerale per un'ora per curare le malattie cardiache, il mal di pancia e le gastriti.
La medicina Ayurvedica invece usa il cristallo di rocca per fermare i sanguinamenti e per ridurre le febbri; attualmente la cristalloterapia usa il quarzo ialino, oltre che per potenziare l'emanazione energetica di altre pietre e per la loro ricarica, per le sue proprietà emostatiche e per le sue capacità di rigeneratore dei tessuti.

Secondo questa medicina, l'acqua energetica ottenuta dal cristallo di rocca potrà essere usata per tamponare ferite e se presa in gocce per rendere più veloce la cicatrizzazione dei tessuti e contro le vertigini, la diarrea e la nausea nonché nelle situazioni di debolezza, astenia, nelle convalescenze e quando si avverte il bisogno di un maggiore equilibrio psicofisico.
Secondo i principi della cristalloterapia, i cristalli, in quanto organizzazione estremamente ordinata di composti chimici relativamente puri, hanno una loro frequenza vibratoria caratteristica, assolutamente stabile ed assai più intensa se paragonata a quella dell'altra materia inanimata.
Assodato che i cristalli hanno una specifica energia, se ne deduce che individuando il cristallo giusto, questo possa in qualche modo correggere la vibrazione disarmonica del corpo ammalato, e per 'risonanza' aiutarlo nella guarigione.

Il cristallo, di per sè, non è la fonte della giusta frequenza, ma è solo un emettitore stabile, che con la sua presenza fornisce il 'La' al mutevole campo vitale, proprio come usiamo un diapason per accordare uno strumento. La risonanza è alla base del potere terapeutico dei cristalli: un cristallo opportunamente scelto posto entro il campo vitale (aura) della persona con squilibri o instabilità, tenderà a riaccordare, per risonanza, il campo vitale stesso.


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