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Violenza domestica, il consiglio comunale di Colle di Val d’Elsa approva all'unanimità un ordine del giorno per rendere più efficaci le misure di sostegno alle vittime

Il Comune è pronto a sostenere i diritti di chi è vittima di violenza

Data :

29 giugno 2026

Categorie:
Pari opportunità
Violenza domestica, il consiglio comunale di Colle di Val d’Elsa approva all'unanimità un ordine del giorno per rendere più efficaci le misure di sostegno alle vittime
Municipium

Descrizione

Il Consiglio comunale di Colle di Val d'Elsa ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con cui chiede di rendere pienamente efficaci le misure di sostegno economico previste per le donne vittime di violenza domestica, favorendo un accesso concreto agli strumenti di tutela già riconosciuti dalla normativa vigente.

L'atto nasce da un percorso di confronto e approfondimento sviluppato dall'Amministrazione comunale insieme ai Servizi sociali e al Centro Antiviolenza Donne Insieme Valdelsa, con sede a Colle di Val d'Elsa. Il lavoro condiviso ha permesso di evidenziare alcune criticità che ancora oggi possono ostacolare l'effettiva applicazione delle misure di sostegno economico destinate alle donne vittime di violenza.

L'assessora alle Pari opportunità, Monica Sottili, e l'assessore al Welfare, Daniele Tozzi, hanno ricordato come negli ultimi anni siano stati introdotti importanti strumenti di tutela, tra cui la possibilità per le vittime di ottenere un ISEE autonomo per accedere alle prestazioni sociali, favorendo così percorsi di autonomia economica. Hanno tuttavia evidenziato che, nella pratica, permangono situazioni in cui l'accesso ai benefici risulta difficoltoso anche nei casi in cui l'autore della violenza sia già stato allontanato dall'abitazione su disposizione dell'Autorità giudiziaria. Le criticità derivano, in particolare, dalla permanenza del coniuge violento nello stato di famiglia anagrafico o dall'assenza di una separazione civile già definita.

L'assessore Tozzi ha sottolineato che tali ostacoli sono riconducibili alla mancata armonizzazione tra procedure amministrative e strumenti di tutela e rischiano di rallentare percorsi di uscita dalla violenza già particolarmente complessi. L'ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale chiede quindi che il riconoscimento della condizione di vittima di violenza trovi piena corrispondenza in tutti i procedimenti necessari a garantire protezione e autonomia, evitando che la permanenza anagrafica del coniuge violento rappresenti un impedimento nell'accesso alle prestazioni sociali. Tozzi ha inoltre espresso soddisfazione per l'approvazione unanime dell'atto, considerandola una conferma della sensibilità condivisa dal Consiglio comunale su un tema che riguarda la tutela dei diritti fondamentali delle persone.

Nel percorso di elaborazione dell'ordine del giorno è stato determinante anche il contributo del Centro Antiviolenza Donne Insieme Valdelsa. L'avvocata Francesca Rossi, che collabora con il Centro, ha evidenziato come, durante i procedimenti civili per la separazione o la regolamentazione dei rapporti tra i genitori, possano verificarsi situazioni di stallo che mantengono formalmente invariato lo stato di famiglia, con ripercussioni sull'accesso alle misure di sostegno economico. Ha inoltre sottolineato che, pur non producendo effetti giuridici immediati, l'iniziativa del Comune rappresenta un importante riconoscimento istituzionale della problematica e contribuisce a portare la questione all'attenzione dei livelli competenti.

Anche le operatrici del Centro Antiviolenza hanno evidenziato il valore del confronto avviato con l'Amministrazione comunale, sottolineando come le difficoltà di accesso ai sostegni economici, tra cui l'Assegno di inclusione, rappresentino uno degli ostacoli più frequenti nei percorsi di uscita dalla violenza. La possibilità di condividere con il Comune l'esperienza maturata nell'attività quotidiana a fianco delle donne vittime di violenza ha consentito di portare all'attenzione delle istituzioni una criticità concreta, legata alla mancanza di autonomia abitativa ed economica, che spesso rende più difficile interrompere situazioni di violenza domestica.

Puoi leggere qui: il comunicato stampa

Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026, 14:30

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