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Musei |
| Responsabile: |
Dott.Sandra Busini
tel. 0577/912.260
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| Orario: |
Martedì e Giovedì
dalle 8:30 alle 13:00 e dalle 15 alle 18
Per gli altri giorni è necessario prendere un appuntamento
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| Sede: |
Via Francesco Campana, 18
fax. 0577/912.270
e-mail:
cultura@comune.collevaldelsa.it
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| Elenco dei Musei: |
- Musei:
- Archeologico "Ranuccio Bianchi Bandinelli"
- Museo del Cristallo
- Museo Civico e Diocesiano d'Arte Sacra
- Biglietto unico per i tre musei:
- Intero: 6 Euro
- Ridotto: 4,5 Euro
- Arnolfo Ticket: per famiglie di 3 persone, 1 biglietto è gratuito
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Museo Archeologico "Ranuccio Bianchi Bandinelli" |
| Gestore del museo: |
Gruppo Archeologico Colligiano |
| Ubicazione museo: |
Piazza Duomo, 42
tel 0577/920.490 - fax 0577/920.490
e-mail:
museo.archeologico@comune.collevaldelsa.it
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| Orario Museo: |
- Da Ottobre a Aprile:
- Dal martedì al venerdì:
dalle 15,30 alle 17,30
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- Sabato, domenica e festivi:
dalle 10 alle 12 e
dalle 15 alle 18
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- Chiuso il lunedì
- Da Maggio a Settembre:
Tutti i giorni dalle 11 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30.
Chiuso il lunedì
APERTURA NOTTURNA
Il Sabato dalle 21 alle 23
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| Ingresso: |
Biglietto Intero: 3 Euro
Biglietto Ridotto: 2 Euro
Arnolfo Ticket: per famiglie di 3 persone, 1 biglietto è gratuito
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| Dotazioni: |
La caratteristica principale di questo museo,
dedicato alla memoria del grande studioso senese al quale si devono i primi
studi sistematici del territorio, consiste nell'aver raccolto nelle proprie
sale soltanto reperti provenienti dal territorio valdelsano in modo da offrire
al visitatore una conoscenza storica di quest'area che va dall'Eneolitico al
Medioevo.
I motivi per cui il museo suscita spesso l'interesse di appassionati e di
studiosi sono dovuti principalmente agli splendidi pezzi provenienti dalla
tomba della nobile famiglia dei Calisna Sepu, al contesto della Tomba Pierini
(VII° sec. A.C.) e alla Tomba a Grotticella ricostruita al secondo piano
(Eneolitico-IV millennio A.C.).
La tomba dei Calsina Sepu, considerata il più ricco ritrovamento di
età ellenistica avvenuto nell'Etruria del nord, mostra i grandi vasi a
vernice nera considerati fra i più rappresentativi di questa
classe ceramica, l'unico esemplare di Kelebe volterrana sovradipinta, splendidi
specchi bronzei e una vasta gamma di vasellame da mensa in uso presso l'alta
borghesia etrusca.
Nel sottotetto ha sede il Gruppo Archeologico Colligiano che ha provveduto,
in accordo con la soprintendenza, al recupero ed al restauro dei pezzi esposti
al secondo piano.
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Museo del Cristallo |
| Gestore del museo: |
Consorzio Cristallo di Colle di Val d'Elsa scrl |
| Sede Museo: |
Via dei Fossi (ex Area-Boschi)
tel 0577/924.135 - fax 0577/924.135
e-mail:
museo.cristallo@comune.collevaldelsa.it
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| Orario Museo: |
- Da Novembre a Aprile:
- Dal martedì al venerdì: dalle 15,00 alle 19,00
- Sabato, domenica e festivi:
dalle 10 alle 12 e
dalle 15 alle 19
- Chiuso il lunedì
- Da Maggio a Ottobre:
- Tutti i giorni dalle 10 alle 12
e dalle 16 alle 19,30
- Chiuso il lunedì
APERTURA NOTTURNA
Il Sabato dalle 21 alle 23
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| Ingresso: |
Biglietto Intero: 3 Euro
Biglietto Ridotto: 2 Euro
Arnolfo Ticket: per famiglie di 3 persone, 1 biglietto è gratuito
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| Dotazioni: |
Il Museo sorge in uno spazio sotterraneo, nella zona dell'ex vetreria
Boschi.
La sezione più estesa, dal titolo "Colle di Val d'Elsa: dal vetro al
cristallo", ricostruisce il percorso compiuto dall'industria vetraria colligiana
dal 1820, anno dell'impianto della prima fornace, fino alla piena realizzazione
a Colle Val d'Elsa del cristallo al piombo avvenuta nel 1963; uno spazio è
dedicato alla produzione preindustriale con alcuni reperti vitrei risalenti al
XIV-XV secolo e riferimenti storici all'attività vetraria in Valdelsa nel
Medioevo.
A Colle di Val d'Elsa si produce infatti oggi il 95% di tutto il cristallo d'Italia
e quasi il 15% del cristallo di tutto il mondo.
Da ricordare che dal 1969 il cristallo è un materiale regolamentato da
leggi europee secondo le quali esso deve possedere dei requisiti precisi tra cui
la presenza in miscela di ossido di piombo non inferiore al 24% e l'indice di
rifrazione della luce del 1,545.
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Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra |
| Proprierari del museo: |
- Questo museo è di proprietà del:
- Comune di Colle di Val d'Elsa
- Arci Diocesi di Siena, Colle di Val d'Elsa, Montalcino
- Soprintendenza per il patrimonio artistico storico e demoetnoantropologico
di Siena e Grosseto
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| Gestore del museo : |
Cooperativa Olimpia
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| Ubicazione museo: |
Palazzo dei Priori Via del Castello
tel 0577/923.888
e-mail:
museo.civico@comune.collevaldelsa.it
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| Orario Museo: |
- Da Novembre a Marzo:
-
- Sabato, domenica e festivi:
dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30
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- Chiuso il lunedì
- Da Aprile a Ottobre:
- Tutti i giorni dalle 11 alle 12
e dalle 16 alle 19,30
-
- Chiuso il lunedì
APERTURA NOTTURNA
Il Venerdì dalle 21 alle 23
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| Ingresso: |
Biglietto Intero: 3 Euro
Biglietto Ridotto: 2 Euro
Arnolfo Ticket: per famiglie di 3 persone, 1 biglietto è gratuito
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| Dotazioni: |
La collezione, attualmente ospitata nell'antico Palazzo dei Priori, si
è formata nel 1995 dalla fusione del Museo Civico e del Museo d'Arte
Sacra.
La raccolta offre un ampio panorama della produzione artistica in Valdelsa dal
VI al XX secolo.
Tra le più antiche testimonianze d'arte medievale è la grande
tavola con la Maestà, proveniente da Badia a Isola (Monteriggioni), opera
impegnativa e affascinante di uno sconosciuto maestro senese (il cosiddetto
'Maestro di Badia a Isola') attivo alla fine del Duecento nella stretta cerchia
di Duccio di Buoninsegna, del quale registra alcune importanti innovazioni
elaborate negli anni Ottanta grazie al contatto con le opere di Cimabue e del
giovane Giotto.
Il Museo ospita inoltre una ricca collezione di dipinti del Sei e Settecento,
tra cui spiccano le tele dei senesi Alessandro Casolani, Ventura Salimbeni,
Sebastiano Folli, Bernardino Mei, del fiorentino Pier Dandini e del romano
Spadarino.
La pittura del Ottocento è presente con numerosi reperti, mentre merita
una particolare attenzione un rarissimo corredo eucaristico in argento, formato
da quattro calici, una patena e un cucchiaio, che fu ritrovato fortuitamente nel
sottosuolo in località Pian dei Campi e che costituisce la testimonianza
della esistenza di una comunità cristiana di etnia ostrogota, del VI
secolo dopo Cristo, legata alla chiesa di Sant'Andrea a Galognano.
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