Comune di Colle di Val d'Elsa: Città del Cristallo - Il cristallo nella letteratura

Lunedì, 09 Dicembre 2019

Il cristallo nella letteratura

"... come uno di quei miracolosi fiori che spuntano dagli arbusti magri e torti, così era il calice eretto dall'uomo curvo che l'aveva creato.
letteratura1Bellissimo, veramente, e come le cose naturali misteriose, recante nella sua concavità la vita del soffio umano, nella sua trasparenza emulo delle acque e dei cieli, simile nel suo orlo violetto alle meduse che vagano nei mari, semplice, puro, senz'altro ornamento che quell'orlo marino, senz'altre membra che il suo piede e il suo labbro; e perchè fosse tanto bello, nessuno avrebbe potuto dire nè con una parola nè con mille.
E il suo pregio era nullo o incalcolabile, secondo le qualità dell'occhio che lo rimirava."

La lavorazione del vetro prima e del cristallo poi, più che una attività dettata dalla necessità, è sempre stata considerata una vera e propria forma d'arte.
Nell'esempio sopra riportato, tratto da 'Il fuoco' di Gabriele D'Annunzio, un intero paragrafo è dedicato alla descrizione di una vetreria e dell'abilità dei vetrai, creatori di un'opera fragile attraverso mani esperte, "... prudenti, arrossate da cicatrici di bruciature, forme espressive di destrezza e di esattezza [...] veri strumenti dell'arte delicata, resi perfetti nell'erede dall'esercizio ininterrotto di tante generazioni laboriose".letteratura2

Un lavoro faticoso che dunque si fa poesia ed arte, perchè crea in un ambiente incandescente da girone dantesco, oggetti bellissimi e raffinati.

Non meno suggestivo è il resoconto di uno scrittore contemporaneo come Corrado Alvaro a proposito di una sua visita ad una vetreria.
"... essi scorgevano vecchie forme, antichissime, della nostra infanzia o dei paesi visitati, o veduti in qualche museo, forme che furono dei Fenici, ripetute da tanti e tanti secoli, dietro l'ispirazione di un artigiano ignoto che trovò quella prima misura dell'emissione del fiato nella canna..."
Oggetti preziosi, quindi, testimoni della nostra cultura e di una tradizione talvolta ancora artigianale, ma anche produzione industriale certamente non meno prestigiosa.

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