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Tuesday, 24 October 2017

Vini

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Impossibile conoscere la Toscana senza conoscere i suoi vini, perchè l'uno è l'essenza dell'altro e viceversa. Dagli antipasti, sino ai primi, secondi e dolci, salumi e formaggi, tutto si accompagna al vino, senza eccezioni.

CHIANTI DEI COLLI SENESIchianti_colli_senesi
Il Chianti Colli Senesi è la più vasta sottozona del Chianti, sviluppandosi lungo la direttrice che da San Gimignano passa per Colle di Val d'Elsa, per Siena e scende fino a Montalcino e Montepulciano. Il vino rosso che quì si produce è giovane, d'annata, che si abbina perfettamente agli affettati (meglio se di cinta senese) e alla bruschetta. E' ideale con zuppe di pane, pastasciutta ai sughi di funghi e cacciagione, ribollita, trippa, carni di maiale ai ferri e arrosti in genere, oltre che con i formaggi poco stagionati, ma non freschi.
Alla base di questo Chianti sono le uve Sangiovese (75-100%), il Canaiolo Nero (max 10%), con cui concorrono Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti, singolarmente o congiuntamente (max 10%). A questi vitigni possono essere aggiunti solo pochi altri vitigni strettamente locali (max 10%). Di colore rubino più o meno intenso, profumo vinoso, talvolta di mammola, il Chianti Colli Senesi DOCG è di sapore aromatico, asciutto, sapido e vivo, con una gradazione alcolica di minimo 11,5% vol.
Il calice adatto a questo vino ha una base sferica che si sviluppa verso l'alto in forma cilindrica per meglio stabilire uno scambio tra il vino e l'ossigeno dell'aria. In questo modo si esaltano i profumi giovani e fruttati attenuando al tempo stesso le eventuali sfumature di aggressività, tipiche delle età giovanili di questo vino.

imagesVERNACCIA DI SAN GIMIGNANO
Questo vino gode di una grande reputazione sin dal Medioevo, tanto che ne parla già Dante Alighieri (1265-1321) nel VI canto del Purgatorio, dicendo a Martino IV «e purga per digiuno le anguille di Bolsena e la Vernaccia››. Ma la descrizione migliore ne fece Michelangelo Buonarroti che nel 1543 annotava, non senza una vena di erotismo gastronomico, come questo vino «bacia, lecca, morde, picca e punge››. Ultima, ma non per importanza, la citazione che ne fa Francesco Redi (1626-1697) nel suo 'Bacco in Toscana' nel quale scrive «se vi è alcuno a cui non piaccia la Vernaccia vendemmiata in Pietrafitta, interdetto maladetto fugga via dal mio cospetto››.
Vino bianco da tutto pasto, si sposa particolarmente bene con minestre toscane, pesce e crostacei, carni bianche e formaggi dolci. Alla base di questo vino ci sono le uve del vitigno Vernaccia (90%), con il quale possono concorrere pochi altri vitigni strettamente locali (max 10%), a cui i produttori spesso ricorrono per personalizzare la produzione ed esaltare il vitigno principale.
Di colore giallo paglierino, profumo fine, penetrante, caratteristico. Di sapore asciutto, armonico, con retrogusto amarognolo, ha una gradazione minima di 11% vol. Dopo un invecchiamento di 1 anno, più 4 mesi di affinamento in bottiglia, può fregiarsi del titolo di Riserva, con gradazione minima di 11,5% vol.
Il calice adatto a questo vino si presenta con una base rotondeggiante che si chiude leggermente verso l'alto per permettere al vino di esaltare le proprie caratteristiche. Come sempre va riempito per circa un terzo per permettere una corretta ossigenazione così che il vino possa esprimere appieno il suo potenziale aromatico.
Per la Vernaccia di San Gimignano è stata creato inoltre un vero e proprio itinerario attraverso le zone di produzione, che partendo dalla città appunto di San Gimignano si estende verso Libbiano, Pancone S. Andrea, Bibbiano fino a Castel S. Gimignano, nel comune di Colle di Val d'Elsa.

VIN SANTOvin_santo
Vin Santo, un nome famoso nell'enologia italiana, un prodotto che ha radici e origini lontane, da sempre creato con tecniche empiriche tramandate oralmente da padre a figlio, come una preziosa eredità.
Il Vin Santo è un antico vino a colore ambrato più o meno carico, che per le sue particolari caratteristiche organolettiche diverse da quelle dei vini bianchi generalmente adatti ad antipasti, carni bianche e da pesce, viene invece consumato come dessert quando ha caratteristiche dolci e, potrebbe persino essere impiegato come aperitivo quando si presenta secco. Il Vin Santo è un vino appassiti in quanto le uve con cui si produce sono stese su delle stuoie o appese. Questo vino prevede l'utilizzo di uve Trebbiano toscano (almeno 50%), Malvasia del Chianti (max 5%), Pinot bianco o grigio, Chardonnay, Sauvignon (min 10%, max 45%). Vino di grande pregio e tradizione, per il quale la resa massima in vino dell'uva fresca destinata a produrlo non deve essere superiore al 35%.
L'appassimento delle uve destinate alla vinificazione viene protratto fino a raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore al 28% e non deve essere inferiore alla data del 20 dicembre, ma può protrarsi sino al 31 marzo dell'anno successivo.
La vinificazione avviene in cantina ed in recipienti di legno, detti 'caratelli', di capacità non superiore ad hl 5, mentre la vendita non può essere effettuata prima del terzo anno successivo al 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve.
Il colore del Vinsanto è dal paglierino all'ambrato più o meno intenso, l'odore etereo, intenso ed aromatico, il sapore dal secco all'amabile, armonico, la gradazione da un minimo di 16% vol.


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