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Tuesday, 10 December 2019

Colle e il cristallo: la storia

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"...nulla persona possit portare vel vendere ad aliquam fornacem Bicchierorum de lignis silve comunis de colle..." "...nessuno possa portare o vendere a qualche fornace di Bicchieri della legna della selva del comune di colle..."

                                                                                                                        Archivio di Stato di Siena, Colle, 78.

Questa è la notizia più antica (anno 1331) che testimonia la sicura produzione di vetro a Colle, presente almeno dal XIV secolo.

cristallo_storia1La storia moderna dell'industria vetraria colligiana prese l'avvio nel 1820 con il vetraio francese Francesco Mathis con l'impianto di una fabbrica di "cristalli" nella parte bassa di Colle Val d'Elsa, dentro i locali del soppresso convento degli Agostiniani a fianco della chiesa appunto di S.Agostino.
La fornace, unica nel suo genere in Toscana, si distinse subito per i suoi "cristalli" assai più sofisticati dell'utilitaristico vetro verde impagliato che usciva dalle altre fornaci toscane.
La fabbrica possedeva anche un edificio attiguo dove gli articoli venivano arrotati cioè rifiniti e decorati con l'intaglio.
I "cristalli" prodotti a Colle Val d'Elsa a quel tempo non contenevano ancora ossido di piombo - l'ingrediente che dà alla miscela vetrosa la sua magica brillantezza e la totale acromaticità - come invece già avveniva per i cristalli inglesi e per quelli francesi.

Morto Mathis nel 1832, subentrò, come direttore della fornace divenendone poi l'unico proprietario, il bavarese Giovan Battista Schmid, attivo fino a poco prima nella fornace di S.Vivaldo, vicino a Montaione, e prima ancora ad Altare.
Sotto la guida del volitivo Schmid la fornace colligiana raccolse svariati successi a partire dalle numerose Esposizioni cui partecipò, prima tra tutte la medaglia d'oro ottenuta all'Esposizione Universale di Parigi nel 1855.

Giovan Battista Schmid tenne salde le redini dell'azienda fino alla sua morte avvenuta nel 1885.
Il duro contenzioso scatenatosi subito dopo tra gli eredi produsse un lungo periodo di instabilità che si concluse nel 1889 con la vendita dell'azienda ad Alfonso Nardi, industriale vetrario attivo nell'empolese.
Nel 1921 l'industriale Modesto Boschi, accogliendo le suppliche della popolazione di Colle prostrata dalla mancanza di lavoro dopo la chiusura della cristalleria di Nardi, prese in affitto dei locali e riaprì i forni.
Nell'immediato dopoguerra alle Vetrerie Boschi si intensificò la sperimentazione per la realizzazione della formula del cristallo al piombo, condotta nello stabilimento della "Fabbrichina": nel 1946 si riuscì a produrre una miscela con percentuali del 15-16% di cristallo_storiaossido di piombo.

Nel 1963 dopo grandi investimenti e molte sperimentazioni a Colle Val d'Elsa, presso la Cristalleria La Piana, si riuscì a produrre un vetro contenente ossido di piombo in percentuali superiori al 24%: si trattava di un prodotto in grado di competere per brillantezza ed acromaticità con quello proveniente dall'Inghilterra, dalla Francia e dal Belgio dove la tradizione di vetro al piombo era plurisecolare.
Oggi il cristallo rappresenta a Colle una tra le più importanti realtà produttive, tanto che nella città si produce il 15% del cristallo di tutto il mondo ed oltre il 95% di tutto quello d'Italia.

Il Museo del Cristallo racconta tutta questa storia, con numerosi reperti e pezzi raccolti da collezioni pubbliche e private, nello stesso luogo ove sorgevano le Vetrerie Boschi.

Per sapere veramente tutto quello che c'è da sapere sul cristallo e sulla sua produzione e storia a Colle di Val d'Elsa si consiglia di consultare il sito ufficiale del Consorzio del Cristallo di Colle di Val d'Elsa.

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