PROGRAMMA DI GOVERNO

DELLA CITTÀ DI COLLE DI VAL D’ELSA

 

INSIEME PER LA CITTA’ DELLE TUE IDEE

Famiglia,  Casa, Solidarietà Sociale

per uno Sviluppo Sostenibile

 

              

PROGETTIAMO INSIEME IL NOSTRO FUTURO

 

SINDACO: PAOLO BROGIONI

 

INSIEME PER LA CITTA’ DELLE TUE IDEE                                                                                     

 

1.     GLI SCENARI DI UNA PROGETTUALITA’ POLITICA                                                             

2.     UNA NUOVA FASE DI CRESCITA DELLA CITTA’                                                                       

3.     IL COMUNE CHE VOGLIAMO                                                  

-       I GRANDI SERVIZI PUBBLICI LOCALI                                                                                          

4.     USO DELLE RISORSE ECONOMICHE                                                                                        

5.     IL GOVERNO DEI MUTAMENTI SOCIALI                                                                                    

-       LE FAMIGLIE                                                                                                                           

-       I GIOVANI E LE DONNE TRA FAMIGLIA E LAVORO                                                                  

-       GIOVANI E ANZIANI NEL CONTESTO SOCIALE                                                                       

-       UN SISTEMA MODERNO DI WELFARE                                                                                      

-       LE POLITICHE ABITATIVE                                                                                                           

-       LA SANITA’                                                                                                                                   

6.     SOSTEGNO AL TESSUTO ECONOMICO

-       INDUSTRIA E ARTIGIANATO SUL TERRITORIO

-       L’INDUSTRIA DEL CRISTALLO

-       LA RISORSA AGRICOLA                                                                                                             

-       COMMERCIO: UNO SVILUPPO EQUILIBRATO

-       IL CONTESTO LOCALE                                                                                                                 

7.     IL GOVERNO SOSTENIBILE  DEL TERRITORIO                                                             

-       AMBIENTE E SOSTENIBILITA’

-       QUALITA’ E DECORO URBANO                        

-       MOBILITA’ E SOSTA

8.     IL TURISMO COME ELEMENTO FORTE DELLO SVILUPPO

9.     LA CULTURA COME RISORSA

10. STUDIARE, CONOSCERE, COMUNICARE                                                                                                                                                                                                                                  

11. SPORT PER LA QUALITA’ DELLA VITA                                           

12. UNA NUOVA OPPORTUNITA’:IL CABLAGGIO DEL TERRITORIO                                           

13. LA CITTA’ DEL FUTURO                                                                                                           

-       MULTICULTURALITÀ E POLITICHE GIOVANILI                                                                          

-       LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI, DI TUTTI I CITTADINI                                                   

-       UNA CITTA’ SICURA                       

 

CONCLUSIONI                                                                                                                                 

 

 

INSIEME PER LA CITTÀ DELLE TUE IDEE

Colle, la nostra città, deve essere vista come la nostra casa: una casa più grande sì, ma sempre il luogo dove organizziamo la nostra vita, manteniamo le nostre relazioni sociali, viviamo le nostre gioie e le difficoltà.

E come succede in ogni casa dobbiamo discutere del futuro di Colle e dunque di noi tutti, consapevoli delle nostre idee, dei tempi che stiamo vivendo, dei nuovi scenari che si stanno aprendo, ma anche dei legami che manteniamo con questo territorio ogni giorno.

Come Ulivo colligiano abbiamo definito un quadro di scelte sul governo futuro della città attraverso un percorso di ascolto avviato da tempo, con tutte le realtà attive del nostro contesto sociale, scelte che restano “aperte” al contributo di tutti.

Infatti è solo attraverso la piena collaborazione di tutte le entità e il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni e delle categorie economiche che si possono ottenere dei risultati  con strategie mirate e progetti ben definiti.

Oggi più che mai, infatti, c’è bisogno di un confronto politico sui temi della “polis”,  della città, con la partecipazione di tutte le componenti civili e sociali di una comunità democratica come la nostra.

Tra gli obiettivi principali della nuova Amministrazione rientra sicuramente una rinnovata attenzione agli aspetti sociali e alla qualità della vita nel territorio comunale di Colle di Val d’Elsa. Consapevoli della variegatezza del tessuto sociale colligiano dovuta all’imponente incremento demografico degli ultimi anni, l’obiettivo che ci poniamo è quello di offrire risposte ad un relativo innalzamento degli standard in termini di aspettative, di bisogni e quindi di interventi diretti che vanno da quelli urbanistici a quelli di sostegno, di assistenza e servizi.

Democrazia, Uguaglianza, Libertà, Solidarietà sono da sempre i valori di riferimento della società colligiana e devono rimanere punti fermi per chi si propone di continuare ad amministrare questa città nell’ottica di disegnare uno sviluppo sostenibile sugli assi economico, ambientale e sociale con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nelle attività del territorio.

- La partecipazione, indice di democrazia di un Paese,  intesa come impegno storico da rinnovare negli strumenti, ricordando che nella nostra città si è ormai avviato da tempo un percorso di avvicinamento alla partecipazione popolare al governo. Oggi si rende pertanto necessario consolidare e dare struttura a tale percorso. Occorre allora valorizzare gli strumenti della nuova frontiera della partecipazione dei cittadini, riuscendo così ad elaborare un progetto di reale compartecipazione al governo del territorio.

-         L’uguaglianza, un valore di riferimento per chi ha governato finora Colle e si propone di continuare a farlo, garantendo diritti e doveri uguali per tutti indipendentemente dalla ricchezza, dal colore della pelle, dalla religione, dalla cultura, dalla provenienza, e promuovendo politiche di integrazione e di diffusione del sapere che favoriscano la crescita culturale di un Paese.

-         La solidarietà, intesa come il patto fra i cittadini di Colle, una solidarietà verso i più deboli e i più sfortunati, che stimoli un sistema di protezione totale coniugato con un efficiente sistema di controllo dei requisiti necessari per ottenere l’assistenza.

Il diritto al lavoro, non un lavoro qualsiasi ma un buon lavoro, combattendo quindi il precariato per arrivare alla stabilità, a buone remunerazioni, ad una discreta soddisfazione professionale, tutti presupposti per realizzare i propri sogni, formare una famiglia e comprarsi una casa.

 

Pensare al futuro della nostra città implica certamente una consapevolezza della sua storia e la memoria storica deve essere sempre in prima linea. Il Comune di Colle, da sempre presente alle commemorazioni degli eccidi nazisti e fascisti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale (Montemaggio, S. Anna di Stazzema, Alfonsine, Marzabotto, solo per fare alcuni esempi) si troverà da oggi ancora  più impegnato in iniziative contro ogni tipo di guerra per affermare la pace nel mondo e la globalizzazione dei diritti, perché non esistono guerre giuste, ma solo inevitabili.

Tutti nel mondo hanno diritto a vivere una vita dignitosa fatta di studio, di lavoro e di assistenza sanitaria.

Dobbiamo impegnarci contro la globalizzazione dello sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente e a favore di un ruolo più incisivo  dell’ONU e dell’Europa nella prevenzione dei conflitti e nell’affermazione di un governo democratico del mondo. 

Ribadiamo in quest’ottica l’impegno del  nostro Comune per coordinare il lavoro degli Enti Locali a favore della pace e per promuovere iniziative che stimolino la partecipazione dei cittadini su tali temi.

 

 

1. GLI SCENARI DI UNA PROGETTUALITA’ POLITICA    

Anche se questa non è la sede per soffermarsi su fenomeni di dimensioni internazionali, sembra opportuno richiamare brevemente uno scenario mondiale che sotto l’aspetto economico e sociale, in questi ultimi decenni, ha  prodotto e continua a produrre contraddizioni cui le forze della sinistra, anche se con difficoltà, stanno cercando di dare risposte credibili e concrete.

La crudezza del divario tra il Nord ed il Sud del mondo, tra le economie capitaliste dei paesi occidentali ed il sottosviluppo di gran parte del pianeta, sono contraddizioni sotto gli occhi di tutti, dal momento che producono effetti anche nelle nostre  realtà  locali, non solo con fenomeni quali  quelli dei flussi migratori, ma anche con evidenti distorsioni sul piano della competizione tra le imprese.

Ecco perché da un lato osserviamo con una certa preoccupazione l'evolversi della situazione e i segnali di rallentamento economico che si hanno anche sul piano locale, mentre dall’altro proponiamo  a livello locale una progettualità politica di governo che risponda al tentativo del governo centrale di indebolire gli Enti Locali e che sia in grado di  incrementare la capacità di risposta ai problemi che emergono dal territorio.

Gli Enti Locali, soggetti erogatori di servizi pubblici essenziali, sono continuamente penalizzati da una riduzione di risorse che porterà inevitabilmente ad una scelta difficile, ossia quella tra la diminuzione dei servizi o l’aumento delle imposte e delle tasse locali.

Qualsiasi riflessione politica riferita alla nostra città non si esaurisce certamente dentro il quadro dei perimetri comunali, ma è collocata in scenari europei e mondiali che esplicano ovunque i loro effetti, anche se questo non significa rimanere inerti e passivi di fronte agli eventi, ma piuttosto rende necessaria una reazione forte con la consapevolezza di voler ricostruire un'identità forte della sinistra, capace di garantire un governo migliore all’Italia, anche qui a Colle, attraverso le nostre idee ed i nostri progetti.

 

 

2. UNA NUOVA FASE DI CRESCITA DELLA CITTÀ

Continuare a far crescere Colle. Con il buon lavoro svolto dalle precedenti Amministrazioni Comunali la nostra città si è arricchita di una serie di opere e di servizi  che hanno consentito e consentiranno di vivere meglio a Colle , attraverso una serie di opportunità in più per i colligiani in settori diversi di vita quotidiana.

Tra gli interventi più significativi spiccano, nello sport, l’ottima dotazione di impianti sportivi, ulteriormente migliorata con la realizzazione della Piscina Coperta; nel settore scolastico, oltre al costante mantenimento del patrimonio esistente, la realizzazione in corso della nuova scuola materna di Buonriposo.

Inoltre da sottolineare gli sforzi nel recupero del nostro patrimonio storico-edilizio come, il neonato Polo universitario a Colle, che ha sede nell’edificio del Palazzone, recentemente riconsegnato alla città, e l’impegno di recuperare l’ex conservatorio di San Pietro e la Porta Nuova.

Sul fronte della viabilità e sui nuovi sistemi di mobilità, vanno ricordati gli sforzi che si sono tradotti nella Variante alla 541, attualmente in fase di realizzazione da parte dell’Amministrazione Provinciale, nella strada interna sull’ex tracciato ferroviario, nell’impianto di risalita da Via Meoni al Baluardo.

Molto importante anche la rete di aggregazione costituita dai circoli di quartiere che nel corso di questi anni sono stati realizzati o comunque accresciuti nella loro capacità di aggregazione, tra cui Campiglia, l’Agrestone , il Torrione e la Casa del Popolo.

Infine, ma non ultima, la capacità progettuale che, in campo socio-sanitario ha portato nel 2001 all’apertura del Monoblocco Ospedaliero di Campostaggia, alla realizzazione del Centro Socio-Sanitario in Campolungo, alla costituzione di un nuovo soggetto che dovrà garantire una migliore qualità dei servizi alle persone, come la Fondazione sui Servizi Sociali, in grado di rimettere direttamente nelle mani dei Sindaci la responsabilità di tale delicato settore.

Alla luce delle realizzazioni completate o in via di completamento, la scelta dell’Amministrazione Comunale di approvare il Bilancio di Previsione per l’anno 2004 in tempi celeri rappresenta la volontà di concludere l’attuazione  di un programma di governo che i cittadini hanno scelto nel 1999. Il bilancio 2004, comunque, non rappresenta  semplicemente la conclusione di un progetto di amministrazione della città , ma si colloca in una funzione di “ponte” verso una nuova progettualità che verrà definita nel prossimo mandato amministrativo, dove si avvierà una nuova fase della vita della città in cui la priorità sia la sua “fruizione”, la sua crescita in virtù delle infrastrutture realizzate e delle opportunità create.

 

 

3. IL COMUNE CHE VOGLIAMO

In virtù di quanto detto finora la prima riflessione riguarda il Comune, ossia l’ente che rappresenta i cittadini e che dovrà svolgere nel prossimo futuro un ruolo ancora più dinamico.

Un Comune forte che sappia dare risposte concrete e precise ai bisogni dei cittadini.

Oggi, in contrapposizione con lo sforzo di attenzione che i Governi dell'Ulivo hanno rivolto alla dimensione locale, siamo ben lontani dall'applicazione della riforma federalista approvata dall’Ulivo nel 2001 e confermata da un referendum popolare. Quella nuova cultura dell’amministrazione locale che sembrava si stesse facendo strada nel Paese ha subito un duro colpo dal Governo di Centro-Destra, che ha reso fragili anche le esperienze più innovative, soprattutto dopo l'ultima Legge Finanziaria che ha mortificato le autonomie territoriali ed ha peggiorato le condizioni di governo, ed anche guardando all’immediato futuro le prospettive non sembrano molto positive.

Siamo dunque in uno scenario che desta profonda preoccupazione, dal momento che i Comuni hanno sempre maggiori competenze, in quanto rappresentano l’Ente più vicino ai cittadini, vedono ridursi le risorse a propria disposizione. In questo contesto diventa importante sostenere quelle realtà , a livello regionale, provinciale e comunale, dove l’Ulivo governa e governerà, con la consapevolezza della posta in gioco, ossia la modernizzazione delle istituzioni  e dei servizi .

Una profonda riflessione dovrà essere effettuata sul ruolo del Circondario, sulla sua funzionalità e sulla sua strutturazione.

Il modello di relazioni istituzionali, ma anche di interlocuzione con soggetti terzi, quali imprese, sindacati e volontariato dovrà trovare nel Circondario il luogo di confronto, che dovrà tradursi in azioni miranti ad una maggiore integrazione tra i vari soggetti pubblici che agiscono sul territorio. Stiamo pensando a veri e propri “Patti di Consultazione” che impegnino gli Enti Locali, in occasione della predisposizione di atti a valenza programmatoria, come il bilancio e gli atti di pianificazione urbanistica e commerciale,  ad attivare forme di confronto sia tra gli stessi Enti Locali che con le rappresentanze della società civile, per riuscire ad attivare forme di “bilancio partecipativo”.

Occorre allora raccogliere la sfida aperta dalla Legge Regionale 40/2001 (Disposizioni in materia di riordino territoriale e di incentivazione  delle forme associative dei Comuni)  sulla gestione associata dei servizi e delle “funzioni amministrative” degli Enti Locali, dal momento che gli stessi Enti Locali possono produrre, proprio in virtù delle loro modalità organizzative, significativi processi di innovazione.

In effetti, in uno scenario caratterizzato dalla diffusione di nuove tecnologie, appare possibile prevedere percorsi mirati ad ottenere la gestione associata delle funzioni, come ad esempio un unico Ufficio Tributi, un Ufficio Intercomunale che progetti e segua i lavori pubblici o  un ufficio unico che curi la gestione del personale. Tutto questo in una logica che produca da una parte miglioramenti nell’espletamento delle funzioni amministrative, rendendo la macchina burocratica più agile, efficiente, e probabilmente meno costosa, dall’altra forti specializzazioni nel personale impiegato.

La crescita di questo territorio passa anche attraverso l’efficacia e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni: pensare a nuove forme di gestione dei servizi (industriali e non) senza che dal lato degli Enti Locali vi sia un irrobustimento della propria capacità di programmazione e di controllo significa infatti affrontare solo uno degli aspetti del problema.  In assenza di una  simile crescita della capacità amministrativa degli Enti Locali, in termini di qualità del lavoro svolto e di rapidità nel fornire risposte, il rischio è quello di creare nuovi soggetti che si muoverebbero senza forme efficaci di controllo da parte degli Enti proprietari.

Il Comune insomma deve diventare un soggetto attivo, che programma e governa in maniera incisiva  pur gestendo direttamente minori servizi, con un ruolo in parte di promotore-gestore, in parte di organizzatore di risorse pubbliche e private, che possono essere finalizzate ad iniziative ben determinate, tra cui  realizzazioni di interventi di interesse pubblico, capaci di produrre uno sviluppo della città sotto molteplici punti di vista e di favorire la crescita delle infrastrutture, dei servizi e delle opportunità lavorative.

Pensiamo ad esempio ai grandi interventi di recupero previsti in Colle bassa che si otterranno attraverso la collaborazione fra il Comune, Colle Promozione, soggetti pubblici e privati che lavoreranno in funzione di operazioni concepite sia in termini di realizzazione di infrastrutture pubbliche che di interventi economicamente convenienti per i soggetti privati.

 

 

I GRANDI SERVIZI PUBBLICI LOCALI

I processi di riorganizzazione dei poteri locali (Regione, Province, Comuni) così come il riassetto dei servizi pubblici, impongono di governare su ambiti sovracomunali  e di comprendere anche i grandi processi di liberalizzazione dei servizi che si intravedono all’orizzonte, in particolare le questioni relative all’apertura dei mercati dell’energia, con il problema dell’equilibrio tra aree “forti “ ed aree “deboli”  della Toscana, ma anche della nostra stessa Provincia.

La presenza di servizi pubblici efficaci, efficienti ed a costi sostenibili, costituisce una risorsa, un elemento di sviluppo e di crescita del territorio e della sua economia e per questo è necessario garantire, su tutto il territorio comunale, un equilibrio nella loro stessa distribuzione.

Occorre inoltre che le aziende pubbliche locali si adeguino alle necessità imposte dalle prossime liberalizzazioni, dal momento che nel settore dei servizi a rete di pubblica utilità sono state ad esempio recepite le direttive relative al settore delle telecomunicazioni, dell’energia elettrica e del gas.

L’ultimo e più significativo passo nella direzione di un riassetto del sistema dei Servizi Pubblici locali è stato compiuto con l’approvazione da parte del Parlamento di una nuova normativa contenuta nell’ultima finanziaria .

Non vi è dubbio che la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, vale a dire l’introduzione del libero competere delle imprese del settore, è una scelta obbligata, se si vuole espandere il mercato, migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi, ridurre i costi degli stessi con innegabili vantaggi per l’utenza.

Lo stimolo della concorrenza muove l’innovazione, migliora l’efficacia dei servizi, aumenta la differenziazione dei prodotti e dei servizi offerti, apre nuove possibilità di sviluppo imprenditoriale, crea nuova e più qualificata occupazione, apportando benefici all’intero sistema -Paese.

Inoltre la liberalizzazione dei servizi pubblici locali è un interesse del paese ed il suo fine è  quello di garantire a tutti i cittadini ed a tutte le imprese servizi efficienti, di qualità ed a costi contenuti.

Accettiamo la sfida della liberalizzazione dei servizi pubblici locali  investendo sulle aziende pubbliche locali di questo territorio che hanno  la possibilità di competere, facendo un passo in avanti nella propria strategia aziendale, con soggetti privati. Crediamo infatti che l’Ente Locale sia legittimato ad essere presente nella gestione dei servizi pubblici locali, attraverso proprie aziende o società  per garantire che certi servizi tengano conto delle caratteristiche del territorio  e rispondano effettivamente alle esigenze di tutti i cittadini.

Alla luce delle normative una scelta strategica di fondo sarà rappresentata dal mantenimento della proprietà pubblica delle reti e dei relativi impianti fissi con la loro gestione, il cui esatto perimetro sarà definito dagli Enti Locali con la consapevolezza che le aziende del territorio sapranno adattarsi alle nuove condizioni, sulla base sia di un'indicazione strategica sulla  proprietà pubblica delle reti e degli impianti sia di un regime di concessioni che appare  sufficientemente ampio.

Altrettanta attenzione dovrà essere prestata al versante dei trasporti pubblici, un settore da seguire con particolare attenzione dopo le vicende di una gara regionale espletata al massimo ribasso e poi annullata.

 

 

4. USO DELLE RISORSE ECONOMICHE

Le Amministrazioni Comunali che hanno governato questa città negli anni passati hanno basato la loro azione su una grande attenzione alla spesa corrente per effettuare una serie di investimenti con ricadute positive sulla città e magari in grado di mettere in moto altri investimenti privati.

Il programma delle opere pubbliche sarà concentrato su settori “socio-culturali-educativi”, sulla viabilità, sulle manutenzioni e, viste le scarse risorse finanziarie provenienti dallo Stato, sarà necessario far condividere tali scelte anche ad altri soggetti come le società che gestiscono i nostri grandi servizi, al fine di far ricadere sul territorio parte delle economie ottenute nella gestione del servizio locale.

La prossima Amministrazione, attraverso un’azione determinata di programmazione e di concertazione con le aziende erogatrici dei servizi, dovrà definire gli interventi necessari alla città e al tempo stesso, controllare che siano fatti gli interventi richiesti.

In un simile contesto la fiscalità locale sarà caratterizzata dalla ricerca di risorse che possano garantire gli investimenti “sociali” e dall’equilibrio nell’uso delle risorse. In questo senso dovrà essere ricercato un modello di selezione delle priorità : una volta stabilite e solo dopo saranno individuate le risorse necessarie per la loro realizzazione. Al finanziamento dei servizi e degli investimenti si potrà procedere anche attraverso un uso consapevole della leva fiscale comunale, purché siano chiari gli obiettivi da raggiungere e le ricadute positive programmate.

 

 

5.IL GOVERNO DEI MUTAMENTI SOCIALI

 

LE FAMIGLIE

Colle e la Valdelsa hanno subito profondi mutamenti sociali nel corso degli ultimi decenni.

La forza economica di queste zone ha rappresentato un polo di attrazione per molte persone, italiane e non, che nelle nostre zone hanno trovato un’occasione di lavoro.

Certe dinamiche hanno inciso in maniera forte su queste aree, anche se non si tratta di fenomeni nuovi; la  massiccia immigrazione avvenuta nel corso degli anni 50 e 60  ha messo alla prova il tessuto sociale, ma allo stesso tempo ha contribuito sia alla crescita di un sistema industriale, che poi è stato caratterizzato dalla propensione all'innovazione ed all'esportazione, sia al mantenimento delle produzioni agricole nella fase di fine della mezzadria e di abbandono delle campagne da parte dei contadini valdelsani diretti verso il lavoro nelle fabbriche.

I mutamenti sociali ed economici, con in primo luogo la forte crescita  della popolazione, ci impongono di elaborare e sperimentare strategie di intervento articolate e complesse riferendosi in particolare sia alla nuova domanda di mobilità derivante da un mercato del lavoro sempre più articolato e che ha portato a Colle tante nuove giovani coppie, sia alle esigenze di dare risposte adeguate alle necessità della popolazione più anziana.

Il nuovo modello di governo del welfare su cui la nostra Amministrazione si dovrà misurare e di cui dovrà accettare le sfide, non può non partire dalla famiglia, intesa come il primo nucleo della società civile.

Nonostante il fatto che nel nostro territorio esistano ancora significativi legami familiari che rappresentano senza dubbio un forte sostegno durante tutto il percorso di vita di ogni individuo, non possiamo non evidenziare alcuni punti importanti di trasformazione del “sistema famiglia” che interessano la nostra realtà:

-          il massiccio fenomeno migratorio (italiano e straniero) che ha privato una consistente fetta di popolazione che vive a Colle di una rete parentale di sostegno;

-          la prolungata permanenza dei figli all’interno del nucleo familiare; una permanenza “forzata” dovuta alla mancanza o all’inadeguatezza del proprio stipendio, e quindi per beneficiare indirettamente della sicurezza del reddito dei familiari, una permanenza dovuta alle difficoltà di accesso al mercato del credito e delle abitazioni;

-          l’aumento delle famiglie monoparentali e delle unioni di fatto;

-          il sempre maggiore aumento della popolazione femminile che entra nel mercato del lavoro.

 

La relazione che unisce le varie aree di intervento della politica sociale, come la distribuzione del reddito, il mercato del lavoro, la composizione della famiglia,  e’ complicata in quanto i problemi si possono intersecare fra loro, a volte diminuendo altre amplificandosi. I soggetti capaci di produrre politiche "per la famiglia" sono molteplici, in primo luogo lo Stato, ma anche l’Ente Locale che, lavorando in prima fila sul territorio, ben conosce i problemi dei cittadini.

Oggi perciò è chiaro come le forme di povertà non riguardino più solo gli inattivi ed i «marginali» ma anche coloro che lavorano e che si trovano nelle classi di età centrali. E questo accade anche a Colle. Occorre quindi, per quanto di competenza, affrontare i fatti in maniera diretta

Così come è necessario affrontare i problemi di un mercato del lavoro in cui la quota di lavoratori a basso reddito e poco qualificati tende ad aumentare, mentre la disoccupazione giovanile anche qualificata non diminuisce.

 

I GIOVANI E LE DONNE TRA FAMIGLIA E LAVORO

Ecco alcune indicazioni di politica familiare che pongono l’obiettivo di alleviare e sostenere il «sovraccarico» di prestazioni al quale la famiglia viene sottoposta, e dove sarebbero auspicabili fondamentalmente due tipi di intervento, uno a favore delle donne con carichi familiari, l’altro per favorire l’accesso al mercato del lavoro dei giovani:

-          per le donne forme di flessibilità dell’orario di lavoro, che incrementino      la partecipazione femminile ed una maggiore offerta e flessibilità nei servizi pubblici e privati di supporto all’attività lavorativa degli individui (servizi di assistenza per l’infanzia e per gli anziani, trasporti, orari dei negozi).

-          per i giovani  una rete moderna di efficienti servizi per l’impiego che possa ridurre l’imbuto all’ingresso nel mondo del lavoro ed ottenere una efficace collocazione delle risorse umane

-          migliorare il mercato del credito ed il mercato delle abitazioni, dove sono divenuti necessari meccanismi che agevolino l’accesso al credito e ne riducano i costi;

-          utili infine anche alcune misure mirate a ridurre l’onere economico derivante dalla presenza dei figli, e sulla base del modello anglosassone, si potrebbero sussidiare alcuni beni di consumo specifici per i figli, come ad esempio i materiali scolastici, con eventuali modulazioni basate sul numero dei figli e sul reddito familiare, al fine di contenere il costo economico dei figli stessi.

Ci rendiamo conto che il quadro così tracciato non è completo. Nella parte relativa al sistema di protezione sociale alcune questioni verranno ulteriormente sviluppate.

Tuttavia crediamo che il rafforzamento della famiglia rappresenti uno degli obiettivi principali delle politiche territoriali, perché è all'interno della famiglia che si costruisce il futuro dei nostri giovani, ed è sempre attraverso la famiglia che si rinsalda il nostro tessuto sociale.

 

GIOVANI E ANZIANI NEL CONTESTO SOCIALE

Nel quadro delle politiche sociali l’Amministrazione Comunale deve affrontare le problematiche dei giovani e degli anziani, due fasce di popolazione numerose che necessitano di opportuni strumenti a favore dell’aggregazione sociale e della socializzazione.

Pertanto diventano obiettivi importanti per la prossima Amministrazione Comunale:

-          Promuovere la riscoperta dei circoli di quartiere come punti di aggregazione sociale dislocati in parti diverse della città.

-          Creare spazi specifici nei quartieri e nei giardini pubblici in cui giovani e anziani possano avere i loro spazi per dialogare, confrontarsi e conoscersi. A questo proposito diventa necessario creare nuove strutture di aggregazione giovanile e centri diurni per gli anziani, valorizzando anche le risorse del terzo settore, quali l’associazionismo, il volontariato e la cooperazione sociale.

-          Realizzare all’interno della nuova biblioteca sale di lettura pubblica sia per i giovani che per gli anziani, affinché la diffusione e la valorizzazione della cultura siano uno strumento fondamentale per la crescita dell’individuo, e di conseguenza di tutta la società, e un mezzo per sostenere le politiche sociali e prevenire le forme di disagio sociale in ogni fascia di età.

 

UN SISTEMA MODERNO DI WELFARE

Occorre identificare nei servizi alla persona il primo termine di riferimento.

Questa denominazione spesso non compare nelle pubblicazioni “ufficiali”, dove si parla molto spesso di “assistenza sociale”; la questione non è di tipo lessicale, ma al contrario, sostanziale: essa esprime infatti la distanza culturale e organizzativa che ancora esiste nel nostro Paese nei confronti di servizi che siano “per la persona”, nei quali cioè l’elemento distintivo è costituito dalla personalizzazione della prestazione.

E’ necessario, pertanto, passare da un sistema di sola risposta al bisogno ad un sistema garantito di assistenza e tutela per tutto l’arco della vita e rafforzare il protagonismo degli Enti Locali affiancandolo agli operatori del settore al variegato mondo del no profit, dell’associazionismo e del volontariato imboccando così definitivamente la strada per realizzare un modello sociale attento ai bisogni dell’individuo, aperto verso le donne e le giovani generazioni che metta al centro delle proprie azioni la battaglia per l’inclusione e la mobilità sociale, la lotta alle nuove forme di povertà e di marginalità, garantendo giustizia, equità, libertà di scelta per tutti.

Anche a Colle ed in Valdelsa convivono due tipi di marginalità sociale.

Una “Marginalità Sociale Storica”, dove i fruitori dei servizi sociali sono gli anziani e i portatori di handicap, sicuramente fasce deboli da proteggere, nei confronti dei quali, da anni ci sono politiche mirate e diversi servizi che rispondono in maniera sufficiente alla domanda. Dare una semplice risposta alle loro richieste non basta, occorre darla il più vicino possibile alle loro esigenze, migliorando tutti i servizi offerti, sia dal pubblico che dal privato, potenziandoli e, soprattutto, mettendoli in rete.

E’ necessaria una particolare attenzione al mondo degli anziani, numericamente in crescita, che ancora possono dare il loro contributo a Colle: valorizzare la loro presenza in progetti mirati (di formazione, nel campo del sociale, etc), nonché creare occasioni di svago e attività (piccoli orti da coltivare, per esempio).

Una “Marginalità Sociale Nuova” caratterizzata da una serie di problematiche che coinvolgono nuovi soggetti, tra cui troviamo gli immigrati, i minori ed i giovani, intesi anche come giovani coppie.

Per gli immigrati la difficoltà maggiore è da ricondurre anche alla  situazione abitativa. Spesso infatti i nuovi arrivati si sono dovuti accontentare di abitazioni e di localizzazioni fatiscenti, che hanno reso più difficile il contatto e l’inserimento con la popolazione locale evidenziando difficoltà di integrazione e socializzazione con fenomeni di ricaduta sui bambini che in alcuni casi mostrano difficoltà di apprendimento fin dalle prime classi in quanto carenti di un adeguato sostegno familiare extra-scolastico.

Per far fronte a tali problematiche, c’è sempre una maggiore richiesta di aiuto da parte della scuola ai servizi sociali che si concretizza attraverso il servizio di educatore domiciliare, che svolge un ruolo di supporto didattico nei confronti dei minori e di sostegno alla genitorialità e che va ampliato con attività di supporto didattico, ludico e di socializzazione svolto anche da associazioni e altre realtà organizzate presenti nel territorio.

Un altro grande problema è rappresentato dal disagio dei minori che non è solo quello economico o culturale, ma è ancora più profondo e devastante, perché meno evidente.

Sono stati fatti vari tentativi, con progetti dentro e fuori le scuole che cercano di combattere il “disagio”, ma tutto questo non è ancora sufficiente, dal momento che i fruitori di questi progetti sono spesso soggetti che sono già riconosciuti difficili, si interviene sempre dopo che un certo episodio è già accaduto e non si riesce, se non in minima parte, a fare della prevenzione.

Una soluzione potrebbe essere quella di lavorare sui genitori, sulle famiglie e sull’intera società, affinché non ponga più dei modelli che generano soltanto ansia e stress per coloro che non sono abbastanza forti da accettare anche i propri limiti.

Diventa allora centrale la questione del rafforzamento  di un  sistema di welfare locale, e quindi della capacità delle comunità locali senesi di aggiornare e migliorare il proprio  sistema di protezione come fattore di tenuta del tessuto sociale e di innovazione da un lato, e come elemento di una possibile competizione virtuosa su base locale dall’altro.

 

 

LE PROPOSTE PER IL NOSTRO SISTEMA DI WELFARE LOCALE

Dal punto di vista organizzativo crediamo che le caratteristiche più interessanti di questo sistema locale possano essere :

 

LE POLITICHE ABITATIVE

La casa è un diritto di tutti, per tutti, è una questione sociale che oggi siamo chiamati ad affrontare in un modo appropriato e aggiornato che da una parte ne sottolinei l’ambito assistenziale e dall’altra lo ponga in evidente relazione con altri temi e con altre problematiche di cui è parte o conseguenza.

Le politiche abitative da una parte rappresentano l’azione per affermare un diritto di cittadinanza, dall’altra sono una parte essenziale delle strategie di sviluppo e per questo necessitano di una forte relazione e di un saldo coordinamento tra tutte le parti del territorio in cui tali strategie insistono.

La casa, o meglio, le sue politiche, sono quindi da intendere come un punto di snodo nelle strategie per lo sviluppo sostenibile che intendiamo perseguire in questo Comune.

Il nostro quadro locale è indubbiamente caratterizzato da un mercato delle locazioni che rappresenta uno dei fattori preponderanti di esasperazione vista la consistente domanda atipica (immigrati, studenti, lavoratori non residenti, turisti, ecc.), l’insufficienza di strumenti  di calmierazione e una certa limitatezza dell’offerta in affitto dà luogo al moltiplicarsi di comportamenti speculativi producendo una dinamica inflazionistica dei prezzi e la sottrazione di alloggi alla domanda tradizionale.

Anche per l’acquisizione della casa di proprietà, considerato da molto tempo un traguardo raggiungibile nell’arco della vita lavorativa per le nostre famiglie, emergono oggi problematiche causate dal disagio abitativo. La gestione del patrimonio edilizio residenziale pubblico (ERP),la localizzazione di nuove aree di edilizia “sociale”, la difficoltà dell’attuazione dei programmi di recupero di aree urbane degradate, la coincidenza con una forte domanda abitativa, accompagnata da fenomeni di illegalità, determinano la necessità di un rinnovato impegno di sostegno sociale anche a questo settore.

 

LE NOSTRE PROPOSTE ABBRACCIANO UNA SERIE DI ASPETTI CHE RITENIAMO DEBBANO ESSERE PERSEGUITI IN MANIERA COMPLESSIVA :

 

-          Rilanciare e riqualificare l’edilizia residenziale pubblica, respingendo politiche di dismissione, gestendo risorse ed iniziative volte al recupero degli alloggi inutilizzabili e promuovendo politiche di investimento.

-          Da questo punto di vista la recente costituzione di Siena Casa S.p.A., a livello provinciale, può rappresentare un soggetto dinamico di presenza pubblica nella gestione delle politiche abitative.

-          Occorre insomma rilanciare interventi che consentano di procedere a nuovi investimenti, in piccole quantità e diffusi sul territorio.

-          Interventi fiscali. Va utilizzata la leva fiscale sia per dare agevolazioni che per comminare sanzioni.

-          Le agevolazioni si devono rivolgere sia al proprietario che all'affittuario.

-          L'ICI può essere usata come deterrente per le case sfitte elevandone l'aliquota,  o come incentivo abbassandola o annullandola a fronte di particolari situazioni.

-          Maggiore disponibilità di alloggi. Occorre aumentare l'offerta di alloggi prioritariamente  attraverso piani di recupero edilizio e di risanamento, con interventi di tipo residenziale pubblico (ERP) coordinati con politiche urbanistiche che puntino sulla qualità del costruito e su interventi di piccola quantità diffusi sul territorio per favorire così l’integrazione e la socialità.

-          Strumenti finanziari. Va ricercata, assieme ai Comuni della Valdelsa ed alla Provincia , la possibilità data dal capitale privato sia nella partecipazione a società di scopo che nella collocazione di strumenti finanziari specifici.

-          Il Fondo di sostegno alle locazioni, previsto dalla Legge 431/98, sebbene tagliato dall’attuale Governo, deve continuare a costituire un intervento Pubblico “forte” e l’Ente Locale da parte sua potrà integrare con risorse proprie le scarse risorse provenienti da Roma, mirandole su determinate fasce (famiglie numerose, anziani, giovani coppie).

-          Accesso alla proprietà e sostegno alla locazione. Prevedere forme di sostegno per l’abbattimento dei tassi di interesse o forme di credito agevolato per particolari soggetti che intendono acquistare l’abitazione, primi fra tutti i giovani e le giovani coppie, costituendo un rapporto stretto tra Enti Locali e Istituti di Credito, dove potrebbe essere determinante il ruolo della Fondazione MPS.

-          Prevedere particolari forme di edilizia convenzionata agevolata finalizzata al campo della locazione permanente o della locazione a riscatto della proprietà.

-          Nuovi strumenti istituzionali. Farsi promotori verso la Fondazione dei Servizi Sociali della Valdelsa di un progetto per la costituzione di un vero e proprio “Osservatorio sul Mercato Immobiliare” che sia in grado di raccogliere dati e di elaborare una vera e propria progettualità sul diritto alla casa.

-          Farsi promotori per l’apertura di un tavolo di concertazione sovracomunale al fine di valutare, dosare e gestire l’incontro di domanda e offerta abitativa in funzione dei flussi dovuti al mercato del lavoro e alla particolare posizione pericentrica sull’asse Siena – Firenze.

 

LA SANITA’

Prima di entrare nel merito specifico delle questioni inerenti il livello locale, è  opportuno fare un breve, ma necessario, riferimento al Quadro Nazionale e a quello Regionale.

Il Governo Nazionale sta procedendo ad una ristrutturazione sistematica del sistema pubblico colpendone l’impianto universalista ed utilizzando in modo strumentale le difficoltà relative all’efficace controllo della spesa.

I danni provocati dalle scelte politiche in tema di finanza pubblica concorrono a delineare un  clima politico che dovrebbe dare vigore ad un attacco frontale a tutte le politiche di welfare ed in questo senso le scelte compiute dalla Regione Toscana con l’approvazione dell’ultimo Piano Sanitario si pongono in netta contrapposizione rispetto a quelle del Governo e ai criteri informativi delle politiche sanitarie delle Regioni guidate da amministrazioni di centro-destra .

Proprio su un terreno caro alla destra, come quello del controllo della spesa, la Toscana riesce quindi a svolgere performances nettamente superiori in presenza di una qualità e di una quantità di servizi degni di nota e che si pongono, in media, ai vertici nazionali.

La sfida portata avanti dalla Regione Toscana va sostenuta, poiché riconduce ad un modello solidaristico capace di garantire maggiormente gli individui e di perseguire obiettivi di natura redistributiva per consentire a tutti i cittadini le stesse opportunità.

 Questa sfida politica potrà essere vinta se si svilupperà un convinto impegno istituzionale soprattutto da parte degli Enti Locali.

In questa prospettiva la questione relativa alla Società della Salute, cui noi ci affiancheremo con la costituenda Fondazione sui servizi sociali della Valdelsa, è significativa: il coinvolgimento diretto e pregnante dei Comuni nella programmazione e nella gestione  del servizio territoriale deve perseguire l’obiettivo di un uso delle risorse più efficace ed efficiente e quello di un controllo democratico diffuso contro i rischi di autoreferenzialità e di burocraticismo che spesso determinano le imponenti strutture di erogazione di tali servizi. Anche questi fenomeni, infatti, alimentano processi di esclusione, magari più sottili e meno eclatanti, ma non per questo, di minore pericolo per la tenuta delle istituzioni.

In ogni caso le Società della Salute non devono essere vissute solo come un “ritorno” ad un ruolo rilevante dei Comuni all’interno dei servizi sanitari, almeno per quelli territoriali; tale opportunità deve essere infatti utilizzata per allargare la possibilità d’accesso a tutti i cittadini della Valdelsa verso servizi flessibili, umanizzati e sempre più capaci di corrispondere tempestivamente ai bisogni delle persone.

Con l’apertura del nuovo ospedale di Campostaggia nel corso del 2000, è stato conseguito un obiettivo importantissimo; nonostante alcune difficoltà e problemi, l’attività si è andata stabilizzando facendo assumere all’ospedale quel ruolo di infrastruttura di base che la programmazione gli aveva assegnato.

Naturalmente un tale obiettivo non è conseguito una volta per tutte; esso va conservato in maniera dinamica, valorizzando e qualificando il complesso delle attività svolte, per le quali il contributo di tutti gli operatori è preminente e vanno salvaguardati al tempo stesso le condizioni che consentono ciò, a partire da un’equilibrata distribuzione delle risorse tra Azienda USL n° 7 e Azienda Ospedaliera, in coerenza con i criteri stabiliti al momento del Patto di Concertazione del 1997 fra Regione, Enti Locali, USL 7, Azienda Ospedaliera  Senese e Università di Siena.

Quel punto di arrivo ha consentito non solo di risolvere le questioni relative ai rapporti finanziari e di garantire le rispettive autonomie delle due aziende, ma ha stabilito anche un importante punto di partenza per la costruzione di un sistema senese integrato.

Riteniamo inoltre che vada stabilito un principio importante, quello per il quale potremo presto  affermare che esiste un Sistema Sanitario Senese che sarà raggiunto  quando vi saranno le medesime opportunità per tutti i cittadini della Provincia di Siena.

 

 

6. SOSTEGNO AL TESSUTO ECONOMICO

 

Occorre posizionare in maniera adeguata le tematiche legate alla collocazione della Valdelsa e di Colle all'interno del Piano Provinciale di Sviluppo. Lo sforzo di identificazione delle linee direttrici della crescita del territorio provinciale, infatti, deve saper cogliere la pluralità di elementi che possono contribuire a concorrere allo sviluppo.

Quando parliamo di sviluppo non intendiamo solo quello produttivo, delle imprese presenti nel territorio, ma ci riferiamo anche allo sviluppo urbano, ai servizi pubblici, alla difficile rincorsa per conseguire standard ambientali che garantiscano un'adeguata qualità della vita, un insieme di elementi, cioè, che possono combinarsi insieme coniugando tradizione, modernità, compatibilità ambientale, diritti.

Colle in questo senso, a livello provinciale, può rappresentare un laboratorio interessante di elaborazione politica e di governo amministrativo per la complessità dei fenomeni che in questi anni hanno caratterizzato il suo territorio.

La nostra città, infatti, si è caratterizzata per lo sviluppo del suo polo manifatturiero, i cui indicatori economici appaiono positivi, ma in cui si manifestano anche i fenomeni tipici delle economie moderne, quali lo sviluppo senza una evidente crescita di occupazione e la presenza di lavoro sommerso che sfugge alle rilevazioni ufficiali, anche se, al tempo stesso, si registra una difficoltà per le imprese manufatturiere nel reperimento di manodopera.

La presenza commerciale appare invece limitata rispetto agli altri Comuni della Valdelsa, pur essendo una zona in cui iniziano ad affermarsi importanti flussi turistici, sia per la presenza di rilevanti insistenze storiche, sia per la qualità del contesto ambientale paesaggistico.

Da registrare poi la scarsa incidenza sull’economia locale delle produzioni agricole, anche se cominciano a divenire patrimonio comune element